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Marzo 2020 - SAIPRAKASHANA.COM/IT

Q&R52

D Si dice che ognuno di noi venga sulla terra con uno scopo specifico nella vita. Come possiamo trovarlo? C'è un modo per poterlo trovare, oppure è proprio necessario doverlo trovare?

R Swami: I sentieri sono diversi, ma la meta è una sola. C'è soltanto uno scopo nella vita: realizzare la propria divinità. Il modo con cui la realizzerete dipende da voi. La scelta di come andare è vostra, ma il luogo dove dovete andare è sempre lo stesso. C'è una sola destinazione per ogni persona: giungere alla divinità. Dire ‘giungere alla Divinità’ non è neppure corretto, perchè la Divinità è già dentro di voi: dovete soltanto farla emergere. Questo è il solo scopo della vita. Qualsiasi compito voi svolgiate, fatelo per amore di Dio: questo vi porterà alla Divinità. Il sentiero della rettitudine e il sentiero della Verità sono tutto ciò che dovete perseguire.


Uvacha Volume 4 Discorso Divino del 20 Dicembre 2014 a Muddenahalli

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Q&R51

D Swami come possiamo lasciarci andare completamente?

R Swami: Abbandonatevi! Nel momento in cui pensate che niente vi appartiene, allora vi sarete abbandonati. Il mondo intero è opera di Dio e non dovete mai avere la sensazione che voi state facendo qualcosa. Guardate l'unità nel corpo: tutti gli arti e gli organi lavorano insieme. È solo la mente che vede differente. Dovreste sapere che l'inspirazione l'espirazione, il lavoro del cuore, la digestione, ogni cosa la fa accadere Dio. Nel momento in cui tutto ciò si ferma, non potete più fare quello che stavate facendo: questo è la prova che Dio compie ogni cosa.

Quando avete dei dubbi, concentratevi sul vostro respiro e per un momento chiedetevi: “Chi sta respirando? Come succede? Lo sta facendo Dio?” Quando sviluppate l'ego pensate di essere colui che agisce e che ogni cosa accada per causa vostra. Provate semplicemente a sedervi e a focalizzarvi sul vostro respiro che entra ed esce e immediatamente saprete la verità: So ham. Capirete che Lui sta facendo ogni cosa, non voi.


Uvacha Volume 4 Discorso Divino del 20 Dicembre 2014 a Muddenahalli

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Q&R50

D Tutti dicevano: “Dio non c'è. Se Dio esistesse, come potrebbe accadere un tale massacro in Pakistan?” . Io ho risposto che è tutto Karma perchè cosìè come lo intendo e credo, ma loro mi hanno chiesto: “C'è un modo per far si che questo Karma non esista più?”.

R Swami: Il mondo è pieno di dualità e questa è la sua natura. Dovunque ci sia buio c'è anche luce. In questo mondo duale coloro che hanno una ‘mente duale’ sperimenteranno la sofferenza. Il piacere e il dolore, cioè la dualità, sono soltanto nella mente. Dovete andare oltre la visione dualistica trascendere la mente e raggiungere l'unità dell'Advaita (non dualismo). Questa è la rappresentazione cosmica. Qual è il vostro ruolo in essa? Il vostro ruolo è quello di instaurare il Dharma. In un mondo oscuro, dovete portare luce a tutti. Se accendete la vostra torcia in qualsiasi posto andiate potete vedere con questa luce. Accendete la vostra torcia: questa è la fiamma dell'amore. Se nel vostro cuore c'è amore le persone intorno a voi sentiranno questo amore e il loro amore verrà trasmesso ad altri. Dovete sentirlo nel vostro cuore e poi prestare servizio, basta che sia richiesto. Nel vostro cuore ci deve essere amore puro nel farlo, altruistico. Se c'è un miscuglio di egoismo e di amore altruistico quell servizio non è più puro abbastanza. Potete cambiare il mondo soltanto se sviluppate amore puro, altruistico.


Uvacha Volume 4 Discorso Divino del 20 Dicembre 2014 a Muddenahalli

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Estratti dai Discorsi Divini17

DA UVACHA VOLUME IV - DISCORSO DIVINO DEL 20 DICEMBRE 2014 A MUDDENAHALLI

Io sono sempre in voi, attorno a voi, dietro di voi, sopra voi, accanto a voi e spero che voi tutti siate costantemente con me. L'amore è la mia forma, l'amore è la mia natura, Io sono sempre amore. Per l'amore non esistono nè nascita nè morte, l'amore esiste sempre, è eterno è sempre puro. Se volete vedere il vero Sathya Sai, dovete acquisire gli occhi dell'amore. Dove c'è amore c'è fede. Tutto inizia con la fede, senza fede il mondo collasserebbe. Il cuore ha soltanto fede.

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Q&R49

D Come sviluppare il distacco?

R Swami: Se considerate che le vostre vite sono doni di Dio, concessi con lo scopo di imparare, allora anche voi svilupperete il distacco. È la convinzione che: ‘questa vita è mia’, che crea attaccamento. Ogni qual volta penserete che tutto appartiene a Dio, svilupperete distacco. Non solo lo svilupperete, ma vivrete anche la vita in modo perfetto, perché non vorrete certo rovinare una vita datavi da Dio.


Uvacha Volume 4 Discorso Divino del 28 Agosto 2014 a Londra

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Q&R48

D Swami, come ci possiamo liberare dall’ego, dalla lussuria, dall’avidità e dagli altri vizi?

R Swami: Si è ciò che si pensa. Quando si pensa di essere Dio tutti i vizi svaniscono. Questi vizi hanno presa su di te dal momento che pensi di essere un comune essere umano. Se Dio pensi, Dio sarai. Se fate un primo passo sul sentiero, ne sperimenterete certamente i risultati. Non mi occuperò soltanto delle vostre necessità fisiche in questo mondo, ma anche dei vostri interessi nel prossimo. A coloro che servono me non mancheranno mai anna (cibo) e ananda (beatitudine).


Uvacha Volume 4 Discorso Divino del 18 Settembre 2014 a Mandya

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Q&R47

D Swami come si fa a lasciare andare gli attaccamenti?

R Swami: Finché si pensa di essere colui che è responsabile della propria vita, che la sta progettando e la sta costruendo, dovrà sempre affrontare il dilemma di essere a volte felice e altre volte triste. Non appena si abbandona la convinzione di essere l’artefice, ci si pone al di sopra di questa felicità e di questa tristezza. Qualsiasi cosa facciate nella vostra vita, chiedete a Swami e ascoltate la risposta interiore. Il cuore vi dirà se quella risposta è giusta o no. Seguendo il cuore vi sentirete immediatamente in pace.

Quando Dio non consente che qualcosa accada, voi ci state male perché non è ciò che avevate pianificato, ma Lui lo fa perché sa che non è buona per voi. In realtà non c’è nulla che voi possiate pianificare. Tutto è controllato da me. Se chiedeste al vostro cuore, prima di fare qualsiasi cosa, questa confusione non ci sarebbe mai. Ricordate: quando qualcosa non avviene come volete, è perché Swami non vuole quella cosa per voi. Ciò che è buono per voi alla fine vi arriverà.


Uvacha Volume 4 Discorso Divino del 11 Settembre 2014 a Singapore

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Q&R46

D Come facciamo ad abbandonare l’attaccamento e riempire il nostro cuore d’amore?

R Swami: A questo mondo ci sono soltanto due cause della sofferenza: ‘ io’ e ‘mio’, altrimenti note come ego e attaccamento. Dove c’è ego c’è attaccamento; quando perdete l’ego, perdete anche l’attaccamento. Ecco un piccolo esempio: avete una penna e la considerate la ‘vostra penna’. Usate quella penna per scrivere. Un bel giorno si avvicina la data del compleanno di un vostro amico. Volete fargli un regalo, ma non avete niente altro da donargli se non quella penna, così glie la date come vostro regalo. Avendone fatto un regalo non è più vostra e anche l’attaccamento è dovrebbe scomparire. Quando vedete il vostro amico usare la penna che gli avete regalato, vi dovreste sentire molto felici; felici che lui la utilizzi. Finché la considererete ancora come la vostra penna, allora c’è attaccamento. Dopo che ne avete fatto dono a un’altra persona dovete perdere quell’attaccamento.

Allo stesso modo, dovreste pensare che qualsiasi cosa abbiate, appartiene a Dio ed è sua. Quando donate qualcosa a Dio, dovete perdere il senso del ‘mio’. Il corpo e la mente sono doni di Dio. Ogni cosa appartiene a Dio e voi la state soltanto usando per un po’ di tempo. Quando sentirete che tutto appartiene a Dio, perderete l’attaccamento e la coscienza del corpo. Quando perderete l’attaccamento, l’amore crescerà.

Qui non c’è nulla di permanente, quindi, non dovete sviluppare attaccamento a niente. Il corpo è come una casa in affitto, il respiro è il canone di affitto. Finché respirate, potete abitare in quel corpo. Che voi abbiate attaccamento o no al corpo, comunque, quando il contratto di affitto terminadovete andare da qualche altra parte.


Uvacha Volume 4 Discorso Divino del 22 Dicembre 2014 a Muddenahalli

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Estratti dai Discorsi Divini16

DA UVACHA VOLUME III - DISCORSO DIVINO DEL 24 NOVEMBRE 2014 A MUDDENAHALLI

Trascorrendo del tempo in compagnia di persone buone, accade che a un certo punto sorge un generale sentimento di distacco dalle vecchie abitudini. Il bisogno di frequentare i vecchi amici e conoscenti, diminuisce fortemente. Successivamente, a mano a mano che si progredisce, si sviluppa nirmohatvam, che vuol dire essere liberi dall’illusione. Poi, si genera fermezza mentale. Dalla contemplazione fatta con mente ferma si può arrivare all’ultimo gradino, che è la liberazione. Come descrivere il termine ‘buona compagnia’? La buona compagnia costituisce il satsanga: il riunirsi di persone devote a Sat, o Verità. Questa autostrada che comincia con la buona compagnia, vi porterà alla Divinità.

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