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Estratti dai Discorsi - SAIPRAKASHANA.COM/IT

DA UVACHA VOLUME II - DISCORSO DIVINO DEL 14 SETTEMBRE 2014 A SINGAPORE

Siete venuti e avete sofferto molto a Prashanthy Nilayam, non è vero? Niente cibo di vostro gusto, niente posto per il vostro conforto, eppure siete venuti tutti guidati, anzi trainati, dall'amore di Swami. L'amore divino è come una calamita: attrae. Se siete liberi da ruggine e polvere ne sarete attratti. Sono appunto ruggine e polvere che impediscono l'attrazione. Il processo di pulitura è sempre doloroso per le persone, ma Swami sa come fare. Lui è venuto a pulire e purificare affinché possiate essere attratti dalla spiritualità e diventare divini. La mente vi fa vedere cose non reali e vi confonde, al contrario il cuore dice sempre la verità. Ciò che dice il cuore è lo stesso oggi, domani, dopodomani o anche dopo anni. Secondo la filosofia indiana ci sono tre livelli di realtà: uno è Dvaita (dualità), l'altro è Vishitadvaita (dualità non qualificata), che significa che l'uomo è parte di Dio, e infine c'è l'Advaita (non dualità) che significa che esiste soltanto l'Uno. “Io e il Padre mio siamo Uno”, questo è ciò che disse Gesù. All'inizio però Gesù aveva detto: “Io sono il messaggero di Dio”, che significa “ Io sono diverso da Dio”. Poi precisò:” Io sono il figlio di Dio”, che significa “Io vengo da Dio, Io sono parte di Dio”. Infine rivelò: “Io e il Padre mio siamo Uno”. Perchè Gesù avrebbe detto queste tre cose? Perchè anche lui stava imparando. Imparò questa verità via via che andava purificandosi.

L'attenzione fisica non dovrebbe più essere lo scopo della vostra devozione, lo scopo deve essere la gioia che il Signore riceve da voi e che dovrebbe esservi di guida nella devozione: “Io sono qui per fare felice il mio Swami”. Questo dovrebbe diventare il fine della vostra devozione. Prima eravate li per ricevere felità da Swami. Ora dovreste essere qui per dare felicità a Swami. Voi e Swami sarete entrambi felici se renderete gli altri felici. Dall'Io al Noi a Lui: questi sono i tre stadi attraverso i quali dovete crescere. Al livello di Io siete soltanto un pezzo di ferro arrugginito. Al livello di Noi siete un pezzo di ferro infine al livello di Lui voi e il magnete sarete Uno. Dico questo per farvi capire che cosa state attraversando. Fare un piccolo gesto di altruismo ogni giorno vi farà migliori. Alla fine sarete completamente altruisti. Il giorno in cui sarete completamente altruisti sarete come me. Dovete fare delle domande a Swami dentro di voi e capire che le risposte le avete internamente. Se sarete meno rumorosi potrete udire la Voce. Dio vi è molto vicino, ma voi siete in un mercato chiamato mondo con molti pensieri che creano tanto rumore così dovete andare in un angolo tranquillo per parlare piano. Allora sarete in grado di sentire, anche se parlerete a bassa voce e non dovete urlare. Dio vi è molto vicino, ma c'è molto rumore intorno a voi. Dovete andare in un angolo tranquillo con Dio e poi, anche se sussurrerete, Dio potrà sentirvi e voi potrete sentire Lui.

DAL VOLUME UVACHA N. 1 - DISCORSO DIVINO DEL 21 AGOSTO 2014 A MUDDENAHALLI

Se realizzate che non siete il corpo, realizzerete che la vostra natura è divina. I passi necessari a realizzare la verità sono: concentrazione, contemplazione e infine meditazione. Cos’è la concentrazione? Concentrazione è risolutezza. La vostra mente è focalizzata su un singolo oggetto. Concentrazione è quando potete pensare in modo irremovibile a un oggetto per un minimo di almeno 9-11 secondi. Se riuscite a trattenere la vostra concentrazione 9 volte questa durata (in totale 81 secondi), allora quella può essere definita contemplazione. Il passo successivo alla contemplazione è la meditazione. Nove volte la durata della contemplazione (12 minuti e 9 secondi) è meditazione.

Estratti da Uvacha Volume Uno - DISCORSO DEL 14 MAGGIO, 2014 KODAIKANAL


Occorre essere meritevole per ricevere la Grazia di Dio. Che cosa significa essere meritevole? Significa semplicemente essere puro. La purezza è altruismo. Noi non esistiamo solo su questa terra, ma anche in un universo parallelo. Questo universo parallelo è il Sooshma Prapancham (l' Universo Sottile). Vi faccio un esempio. Pensate al vapore acqueo, all'acqua e al ghiaccio. Qual'è la differenza fra di loro? Possiamo assaggiare oppure tenere in mano il vapore acqueo? No, non possiamo. Ma possiamo bere l'acqua e tenere in mano il ghiaccio perchè hanno una forma fisica. Se raffreddato, il vapore acqueo diventa acqua e l'acqua, se viene ulteriormente raffreddata raggela e si trasforma in ghiaccio. Attraverso il processo di raffreddamento l'invisibile diventa visibile. E' attraverso questo processo che l'energia si trasforma in materia e viceversa.

Swami è sempre esistito. Esiste ora e continuerà a esistere in futuro. Assume diverse forme, proprio come il vapore acqueo si trasofrma in acqua e poi in ghiaccio. L'Energia Divina Universale decide di manifestare se stessa in una forma affinchè l'uomo possa toccarla, sentirla e farne esperienza. Per l'uomo è difficile comprendere questo fenomeno in quanto egli è soggetto alle limitazioni del tempo, dello spazio e delle circostanze. Occorre sforzarsi per comprendere ciò che si trova al di la di questi limiti. C'è molto di più al di la di ciò che si vede con gli occhi fisici. Ci vogliono uno sforzo e una certa capacità di analisi per comprendere la realtà che estiste al di la della percezione fisica sensoriale. La mente degli adulti è piena di razionalità e per loro è difficile afferrare queste verità a meno che non abbiano il cuore di un bambino. Gli studenti riescono facilmente a comprendere che la divinità non deve necessariamente avere una forma. Spesso fate dei sogni nei quali potete vedere Swami camminare fra voi, parlarvi e darvi qualcosa. Quando vi svegliate non potete più vedere Swami, nè toccarlo e neppure parlargli. E allora chi era quello Swami che vi è venuto in sogno, che vi ha parlato e che vi ha reso felici? E' possibile farlo ritornare? No, non è possibile. Ma estiste un mondo dentro di voi. Il sogno è uno stato di coscienza nel quale le anime pure possono fare esperienza della Divinità. E' un tipo di meditazione. Attraverso la meditazione voi potete vedere il mondo interiore. Nello stato di veglia noi sperimentiamo molte cose attraverso i sensi. Queste sensazioni tengono occupata la nostra mente e non le permettono di calmarsi. Quando la mente è in questo stato è difficile guardarsi dentro. Tuttavia se riuscite a rimanere tranquillamente seduti, anche solo per cinque minuti, senza usare nessuno dei vostri sensi, potete fare esperienza della Realtà Interiore. Quando smetterete di usare la mente e la distoglierete dal mondo esterno, inizierete a percepire il mondo interiore.

Estratti da Uvacha Volume Tre - DISCORSO DEL 9 NOVEMBRE, 2014 MUDDENAHALLI


"Non c'è nulla di sbagliato nel mondo. Il difetto sta nella vostra percezione, non nella creazione. Quando cambierete modo di pensare, la vostra percezione del mondo cambierà. Trasformate voi stessi, rimuovete l'odio e l'egoismo dalla vostra mente e vedrete il mondo in maniera differente: questo è ciò che voglio. C'è soltanto un centro di verità, e questo è il vostro cuore. Qualsiasi cosa esso vi dica, quella è la verità. La vostra mente vi dirà una cosa oggi e un'altra domani. Il vostro cuore non è così: vi dirà sempre la stessa cosa e sarà sempre corretta. Seguite il vostro cuore. Il corpo è una bolla d'acqua, la mente è una scimmia pazza. Non seguite il corpo, non seguite la mente: seguite il cuore. Il Maestro risiede nel cuore. Se seguite il cuore, state seguendo il Maestro.

Nessuno ha mai ottenuto il 100% al mio esame. Io ora sento che voi potete, e dovete, ottenere quel 100%. Ma che cos'è questo 100%? Se avete il 100% d'amore, ottenete il voto di 100%. Come acquisirete il 100% di amore? Se avrete il 100% di fede, avrete anche il 100% d'amore. Dove ci sarà il 100% di fede, ci sarà anche il 100% di abbandono a Dio.

La fede rappresenta le fondamenta. Senza solide fondamenta, non si può costruire una casa. Qualsiasi difficoltà dobbiate affrontare, essa deriva dal vostro karma e non è voluta da Dio. Dio sta sempre accanto a voi per aiutarvi, mai per recarvi dolore. Rinforzate la vostra fede costantemente e consapevolmente. Diventerà amore e vi condurrà alla beatitudine.

Che cos'è la beatitudine? La beatitudine non è una cosa che oggi c'è e domani no. I momenti piacevoli che sperimentate sono soltanto passeggeri, non sono la beatitudine. Il piacere è soltanto l'intervallo tra due momenti di sofferenza, esso va e viene e non è permanente. La beatitudine è permanente. Se avete vera fede, avrete la beatitudine eterna.

Ogniqualvolta affronterete delle difficoltà, cominciate a cantare il nome di Dio e Dio vi aiuterà immediatamente. Nessuno può evitare le difficoltà nella vita. Vi saranno sempre dei tratti di strada difficili da percorrere, ma dovrete comunque andare avanti non c'è alternativa. Se indosserete le scarpe del namasmarana (ripetizione del nome di Dio), sarete felici. Cantate i nomi di Dio in ogni momento. Fate un solo passo, è sufficiente. Io ne farò 100 verso di voi! Sta a voi fare il primo passo e non cadrete. Ogni qualvolta siete nell'oscurità ascoltate la voce del vostro cuore e vivete la vostra vita in armonia con questo.

L'amore nella parola è Verità;
L'amore nell'azione è la Giusta azione!
L'amore nel pensiero è la Non – violenza;
L'amore nel sentimento è la Pace.

Perciò, l'amore è la cosa più importante. Se avrete la fiamma dell'amore nel vostro cuore, ovunque andiate, vi sarà luce e tutti intorno a voi saranno felici."

Estratti da Uvacha Volume Tre - DISCORSO DEL 21 NOVEMBRE, 2014 MUDDENAHALLI


Gli esseri umani devono respirare, senz’aria morirebbero molto velocemente. Analogamente la Divinità, si trova dentro di voi e tutt'intorno a voi e, dunque, senza la Divinità non potreste vivere neanche per un istante. Grazie all’esistenza dell’aria avvengono l’inspirazione e l’espirazione e la vita è resa possibile.

Allo stesso modo, anche se la Divinità è dentro e intorno a voi, se non avete fede, soccomberete. Sia che possiate vedere l’aria o no, avete comunque bisogno di inspirare ed espirare per vivere. Analogamente, sia che possiate vedere o no la Divinità, per vivere avete bisogno della fede. Il corpo vi è stato donato da Dio. E’ dotato della mente e dell’intelletto. Grazie a tali facoltà, siete in grado di lavorare e portare a termine compiti molto difficili.

Allo stesso modo, se non usate questo corpo umano per raggiungere la Divinità, tutto ciò che fate in questo mondo diventa uno spreco.

Alcuni di voi potrebbero pensare: “Swami ci insegna che ogni cosa nella creazione è divina, ma fa differenza tra il mondano e lo spirituale”. Vi assicuro che non c’è nulla di contradditorio in quello che sto dicendo. Io non ho ego, quindi non sono influenzato dai guna (qualità). Vedo il mondo come Uno grazie alla mia Divina Coscienza, ma voi vedete il mondo attraverso la mente e la vostra mente è sotto il controllo dei guna. Vedete attraverso l’occhio della dualità.

L’attaccamento al mondo è una condizione di cecità.

Non chiedete consigli alle persone attaccate al mondo, vi daranno sicuramente dei consigli sbagliati. Consultate sempre le persone spirituali. Quando raggiungerete la condizione spirituale, vedrete l’unità nella diversità, mentre le persone attaccate al mondo vedono la diversità nell’unità.

Dal Booklet della Turchia, Estratto dal Discorso Divino del 3/4/2017 al Bhoomi Pooja


Al giorno d’oggi è di moda andare in giro dicendo l’uno l’altro: “Ti amo, ti amo, ti amo”, senza comprendere il vero significato della parola “amore”. Esiste l’amore tra madre e figlio, ma questo è amore materiale. C’è anche l’amore tra marito e moglie, ma questo è per via dalla relazione che condividono. C’è anche l’amore tra amici e, allo stesso modo, tra un giovane e una giovane: ma nessuno di questi è amore completo. Se nell’amore esiste il desiderio di aspettativa, allora questo è attaccamento che vi lega, non amore che vi libera. Per cui il vero amore è quello che non ha nessuna aspettativa e nessun attaccamento. Non giudica, non discrimina, non pretende. La sua gioia è semplicemente amare. Conosce soltanto dare e perdonare, non prendere e dimenticare.

Quando sviluppate questo tipo di amore per un animale, un essere umano o anche per Dio, soltanto allora diventa vero amore, incontaminato e senza aspettative. Soltanto un tale amore altruistico e puro è in grado di liberare. Tutte le altre forme d’amore sono tormentate dalle aspettative che creano soltanto legami e infelicità. Siete qui per cercare questo tipo di amore che dà e perdona e non aspetta niente in cambio. Questo tipo di amore non è possibile senza avere fede in Dio. Credendo che Dio esiste in tutti, tanto quanto in voi stessi, dovreste essere in grado di amare senza aspettative. Ogni persona è unica, nata con uno scopo particolare e con abilità particolari, datale da Dio.

Così come c’è la funzione del sale, c’è pure la funzione dello zucchero e delle altre spezie. A seconda della loro quantità esse rendono il cibo molto gustoso, ma se si paragonassero l’una con l’altra e cominciassero a pretendere di essere messe nelle pietanze in quantità uguali, il cibo non sarebbe per niente commestibile.

Quando ognuno tende a mostrare il proprio talento a svantaggio di quello degli altri non c’è più musica. Al contrario, quando tutti suonano come dovrebbero suonare, tutti con lo stesso volume e nel modo giusto, allora c’è armonia. In modo analogo in questo mondo ognuno è stato fatto in modo diverso, secondo il disegno di Dio. Ciò che può fare un dottore non può farlo un ingegnere; ciò che un ingegnere può fare non può farlo un insegnante; ciò che può fare un insegnante non può farlo un giardiniere. Di conseguenza tutto è stato fatto in modo speciale da Dio.

Accettare tutti per quello che sono conduce a un’esistenza armonica. Per prima cosa accettate voi stessi così come siete. Non chiedetevi: ‘Perché non sono come quella persona? Perché non sono come quella signora? Perché sono come quell’uomo?’. Queste modalità di confronto portano a una disarmonia interiore. Quando realizzerete che siete stati fatti per un ruolo particolare e lo accettate come volere di Dio, allora sarete in grado di vivere in armonia. Se vi guardate intorno, vedete persone diverse con idee diverse e con fedi diverse. Dovete accettare anche questo come disegno di Dio e rispettare questa diversità. Per avere questo tipo di armonia nell’esistenza, la fede in Dio è importante.

Abbiate fede e sappiate che Dio sta facendo ciò che è meglio per ciascuno e che Egli ha creato ognuno con un compito diverso. Accettando e rispettando praticate la fede in Dio. Pertanto che si parli di pace, di amore o armonia, basta sapere che tutto scaturisce dalla fede in Dio. Questa fede in Dio non è semplicemente conoscere o credere che Dio esista, ma tutto ciò che accompagna questa verità. Il giorno in cui svilupperete fede incrollabile in Dio sarete certi che qualsiasi cosa accada, ovunque accada, comunque accada, avviene tutto secondo il piano di Dio. Il suo disegno è per il vostro bene: allora ci sarà pace, armonia e amore.

Uvacha Volume 2 Dal discorso divino 1- Singapore, 11 settembre 2014.


Voi tutti siete divini. Ecco perché io vi chiamo Divyatmaswarupulara (Incarnazioni del divino Atma), Premaswarupulara (Incarnazioni dell’amore) e Anandaswarupulara (Incarnazioni della beatitudine), perché la vostra vera natura è quella. Tuttavia, così come in uno specchio ricoperto di polvere non potete vedere riflessa la vostra immagine, non vi è possibile vedere la Divinità a causa dei desideri che offuscano le vostre menti. Se vi liberate dei desideri, potrete conoscere la vostra vera natura. L’uomo meno i desideri è uguale a Dio, Dio più i desideri è uguale all’uomo. È molto difficile rinunciare ai desideri, ma si può sempre aspirare a qualcosa di più elevato.

Invece di chiedere: “Fai sì che io e la mia famiglia siamo felici”, pregate affinché il mondo intero sia felice: ‘Samastha Lokah Sukhino Bhavanthu’. Se tutto il mondo è felice, la vostra famiglia non fa forse parte del mondo intero? Quindi anche voi sarete felici. Pensate agli altri e non soltanto a voi stessi. Una volta nacque una discussione su ‘cos’è l’inferno’ e ‘cos’è il paradiso’. Fu inviata una persona a vedere che cosa succedesse all’inferno e che cosa in paradiso. All’inferno tutti avevano i gomiti bloccati con delle stecche, legate in modo da non poterli piegare. Quando il cibo gli veniva posto davanti, cercavano in tutti i modi di mangiarlo, intralciandosi l’un l’altro, colpendosi vicendevolmente e spargendolo dappertutto: nemmeno un boccone entrava nelle loro bocche. Anche in paradiso i gomiti erano legati con le stecche. Nemmeno chi era lì poteva piegarli, ma ciascuno imboccava l’altro ed erano tutti soddisfatti. Inferno e paradiso non sono luoghi particolari e distinti. Dovunque voi siate c’è l’inferno o il paradiso, a seconda di come vivete. Vivete per gli altri e la vita diventerà un paradiso; vivete per voi stessi e diventerà un inferno. Questa terra è tutto ciò che c’è. Non vi preoccupate degli altri mondi. Ciò che farete qui stabilirà ciò che sperimenterete in seguito Fate sempre il bene e questo vi condurrà automaticamente ad un futuro migliore. Perché preoccuparsi del futuro? Voi dovete vivere pienamente nel presente e gioirne.

Uvacha vol. 2 Discorso del 12 settembre 2014 – Singapore


Discorso divino pronunciato da Bhagawan in un satsang nella residenza di Sri Umashankar Bhut, a Singapore.

“La buona compagnia vi porterà all’amore per la solitudine. La solitudine vi porterà a un completo distacco. Il distacco vi condurrà all’immutabile principio dell’Atma, che in cambio vi concederà la liberazione”, disse Adi Shankara.“

Ai bambini qui presenti: sapete a che età Adi Shankara è deceduto? Non a sessanta, non a settanta, nemmeno a ottant’anni. A trentadue anni, Adi Shankara abbandonò il suo corpo. Come gli fu possibile comprendere una così grande concetto, in così poco tempo? La spiritualità non dipende dall’età.

“Prendete per esempio Dhruva. Era soltanto un ragazzino di cinque anni. Fu capace di ottenere la Realizzazione e avere la visione di Narayana. Prahlada aveva sette anni quando sfidò suo padre e fece apparire il Signore che uscì da una colonna. Markandeya aveva nove anni e anche lui fece in modo che si manifestasse Shiva. Quindi potete capire che una mente giovane è più adatta a comprendere la spiritualità. I genitori pensano che non ci sia motivo di appesantire i bambini con troppa filosofia: non capirebbero niente. Swami pensa invece che siano i genitori a non capire e che i bambini capiscono meglio.

“Hiranyakashipu non capiva, ma suo figlio Prahlada sì. Uttanapada non capiva, ma suo figlio Dhruva capiva. QuindiPerciò sono i bambini i più adatti a sentire la spiritualità. Sono i più vicini a Dio perché i loro cuori sono puri e le loro menti non ancora inquinate dai desideri mondani. Dio più i desideri, è l’uomo. L’uomo meno i desideri, è Dio.

“Dico sempre: ''L’Unità porta alla Purezza e la Purezza alla Divinità''. Parlo dell'unità dei vostri pensieri, delle parole e delle azioni. Non mi riferisco all’unità tra americani e russi oppure tra indiani e pakistani. E’ l’unità interiore che non prescinde da ciò che pensate, dite e fate. Manasyekam vachasyekam karmanyekam mahatmanam (una grande anima possiede unità di pensiero, parola e azione). Manasyanat vachasyanat karmananyat duratmanam (in una persona malvagia i pensieri, le parole e le azioni sono differenti l’una dall’altro).

“Vi chiederete perché sia così difficile avere pensieri, parole e azioni all’unisono. Bhayam (la paura) vi impedisce di raggiungere l’unità. Ecco perché Swami Vivekananda disse: ''La spiritualità è per i coraggiosi. Siate dei leoni non delle pecore!''. Mi sono sempre rivolto a voi come Divyatmaswarupulara (Incarnazioni della Divinità), Premaswarupulara (Incarnazioni dell’Amore), Anandaswarupulara (Incarnazioni della Beatitudine) proprio per rammentarvi la vostra autentica natura. Per tanti anni ci è stato detto che siamo esseri umani e abbiamo dimenticato la nostra vera identità.

“Dove c’è fede, c’è amore. Dove c’è amore, c’è pace. Dove c’è pace, c’è verità. Dove c’è verità, c’è beatitudine. Dove c’è beatitudine, c’è Dio. Se avete fede, otterrete Dio. Chi crede, ottiene tutta la ricchezza del mondo. Chi non crede, ottiene soltanto polvere. Non si dovrebbero avere dubbi.

“Supponete di avere il dubbio se una certa polvere bianca sia sale o zucchero. Che cosa succederebbe al cibo? E’ meglio che ne siate certi, prima di aggiungerlo. I dubbi creano fragili fondamenta e su fondamenta fragili non possono essere costruiti grandi edifici come questo edificio, che richiede delle fondamenta molto solide.

“Nella vostra vita è molto importante non lasciare spazio ai dubbi. Se ci fossero, li dovete eliminare. Qui ci sono molti giovani che vanno a scuola. A volte l’insegnante spiega, ma i bambini dormono durante la lezione oppure dimenticano ciò che è stato insegnato. Così l’insegnante deve dir loro di fare qualche recupero. Considerate questi incontri come lezioni extra e chiedetemi tutto ciò che non avete imparato prima, affinché, una volta per tutte, sia tutto chiarito nella vostra mente. Soprattutto i bambini possono fare domande, se ne hanno”.

DAL SATSANG DIVINO: MONACO – GERMANIA 6 APRILE 2016


Dio non ha un nome o una forma particolari. Egli assume il nme e la forma che gli danno i suoi devoti. Si manifesta in un modo particolare. A beneficio dei devoti, che sono legati al nome e alla forma, la divinità senza nome e senza forma si manifesta con un nome e una forma. Quando la Coscienza Divina decide di limitare se stessa in una coscienza individuale, si manifesta come Avatar in un corpo umano. Fondamentalmente, non vi è differenza tra le due entità, poiché la qualità della divinità è la stessa, sia che essa si manifesti in una forma o che resti senza forma. Tuttavia, per persone che hanno una forma fisica è molto difficile comprendere l’assenza di forma. Per il bene dei devoti che sono legati alla forma, la divinità prende su di sé un nome e una forma. Questo è il segreto delle incarnazioni divine di ogni epoca. La Coscienza Divina può manifestarsi come Gesù in un luogo; la stessa può manifestarsi come Buddha in un altro luogo, o come Rama, Krishna o Sai Baba. Quando gli Avatar portano a termine la missione per la quale sono venuti, essi ritornano allo stato senza forma, abbandonando la forma fisica. Se comprendete questo, capirete il modo di operare delle incarnazioni divine, gli Avatar.


Se versate dell’acqua in un bicchiere, essa prenderà la forma del bicchiere; se la versate in un vaso di terracotta, prenderà la forma del vaso; allo stesso modo, se la versate in un grosso recipiente, ne assumerà la forma. L’acqua prende la forma del contenitore in cui viene conservata.

Allo stesso modo, la divinità è una e sempre la stessa. Prende una forma a seconda di come viene adorata dai devoti.

Ciò nondimeno, viene un momento in cui l’Avatar si libera del contenitore nel quale ha vissuto. Allora la divinità non è più limitata in un determinato spazio e tempo, come quando si trova all’interno del contenitore. L’acqua può essere raccolta e conservata finché rimane nella forma liquida, ma, una volta che ritorna allo stato di vapor acqueo, non ha più limiti e si diffonde ovunque. In questo modo, il senza forma assume una forma e poi ritorna a essere senza forma. Tutti possono vedere la pioggia che cade sulla terra, ma nessuno è in grado di vedere l’acqua che dalla terra ritorna al cielo. Vedete solo metà della verità, quella che potete percepire attraverso i vostri sensi quando la pioggia scende dal cielo. Tuttavia, quando la stessa acqua ritorna dal mare al cielo, trasformata in vapore acqueo, i vostri occhi fisici non possono testimoniarlo. Il semplice fatto che voi non vediate l’acqua trasformarsi in vapore, vuole forse dire che ciò non avviene?

Voi potete solo vedere metà della verità, ma non l’altra metà. La vostra comprensione della verità è parziale, non è completa. Miei cari, il fatto che l’Avatar s’incarni in un corpo e sia a disposizione dei devoti è solo mezza verità. Quando l’Avatar decide di abbandonare il corpo e ridiventa il Sé senza forma, quella è l’altra metà della verità, che voi non vedete.

Per conoscere il segreto delle incarnazioni, bisogna vedere la verità nella sua interezza. Si deve comprendere l’intero ciclo, non soltanto la metà. Sapere solo mezza verità è pericoloso! È unicamente la conoscenza della verità completa che vi libererà del tutto dall’ignoranza.


DOMANDA : Swami, hai lasciato il corpo all’età di 86 anni. Hai detto di aver abbandonato la vecchia auto perché era usurata. Siccome sei onnisciente, non posso credere che tu non lo sapessi prima. Finché sei stato nel corpo non lo hai mai detto. Per favore, dacci una spiegazione.

SWAMI: Dopo la mia nascita, a Puttaparthi, nella forma di Sathya Sai, per 14 anni non dissi a nessuno chi ero. Tutti mi chiamavano “Raju”; nessuno mi chiamava “Sai Baba”. Questo finché un giorno decisi di far sapere al mondo che ero la reincarnazione di Shirdi Sai Baba. Tutti i miei amici, curiosi, mi chiesero: “Perché non ci hai mai detto che eri Shirdi Sai Baba, sebbene fossimo sempre insieme? Perché lo hai detto soltanto oggi?”. Io risposi: “Perché questo è il momento giusto, perciò ve l’ho detto solo ora”.

In un’altra occasione, nel 1963, dissi che Io non sono solo Shirdi Sai Baba, ma anche Prema Sai Baba. Dal 1926 al 1940 la gente non sapeva che io fossi Shirdi Sai Baba. Dal 1940 al 1963, nessuno sapeva che Io sarei anche stato Prema Sai Baba. Quindi, quando è giunto il momento giusto, ho rivelato quello che dovevo. Allo stesso modo, questo è il momento giusto per rivelarvi la prossima parte della mia missione, quindi ve ne rendo partecipi. Li guardate i film? Se ne rivelaste la trama già all’inizio, nessuno li guarderebbe più fino alla fine (risate e applausi).

Questo è il più potente, il più sacro e il più entusiasmante periodo di questa incarnazione divina. Soltanto coloro che avranno la pazienza di assistere al film fino alla fine, conosceranno l’epilogo. C’è una parte di film precedente all’intervallo e una parte successiva ad esso. La parte successiva all’intervallo è sempre più spettacolare rispetto a quella precedente. Quelli che pensano che l’intervallo sia la fine, e se ne vanno, non possono vedere il resto. Per loro il film finisce in quel punto e se ne tornano a casa avendo visto solo metà della storia, metà della verità. Coloro i quali aspettano pazientemente conosceranno la verità. Nessuno può comprendere le vie del Signore. Per gli Avatar vale la stessa cosa; essi rappresentano un mistero persino per i mistici, i saggi e i santi. In tutti e tre i mondi, essi sono unici. Le vie degli Avatar sono un mistero. È difficile da capire, ma è facile farne esperienza. Per quelli che hanno pazienza e fede, il film continua ed essi vedranno la vera fine. Per gli altri, la storia si fermerà a metà ed essi continueranno soltanto a dibattere, farsi domande e argomentare su che cosa succederà dopo, ma non conosceranno mai la verità.

Questo discorso divino del 31 dicembre 2014 è stato pronunciato da Bhagawan la sera della vigilia del nuovo anno 2015 a un uditorio di devoti presso lo Shangri-la, a Murwillumbah-Australia.

Estratto del Discorso Divino

Questa mattina, mentre stavo parlando con un gruppo di persone, ho raccontato loro questa storia. C’era una volta un re molto ricco che per la sua festa di compleanno aveva invitato tutti i suoi sudditi e aveva detto loro di scegliere qualunque regalo volessero. Tutti i doni erano stati esposti in una sala sontuosa. Le persone erano avide, correvano dappertutto, prendendo il regalo che pensavano fosse più prezioso. Tuttavia, una giovane donna stava in piedi in un angolo senza prendere nulla. Il re era curioso, la chiamò e disse: “Non c’è nulla che ti piaccia fra tutti questi oggetti preziosi che ho messo in mostra? Non vuoi portare nulla a casa?”.

La donna rispose: “Tutto ciò non ha alcun valore per me. Voglio qualcosa di più”.

Il re fu sorpreso e disse: “Che cosa vuoi?”.

Lei replicò: “Io voglio te! Se avessi te come marito, l’intero regno sarebbe mio. Non ho intenzione di prendere nessuno di questi oggetti. Quanto potrei prendere con le mie piccole mani? Non molto, ma se ti avessi con me e se io fossi nel tuo cuore, allora tutto il regno mi apparterrebbe”.

È lo stesso con Dio. Questo è ciò che vi voglio dare. Se volete Dio, avrete Dio. Io sono come un albero dei desideri: qualunque cosa chiediate, ve la darò.

Quattro sono i tipi di devoti che si rivolgono a Dio, come spiegato nella Bhagavad Gita:

1. Arta: colui che ha problemi fisici e spera nella guarigione.
2. Artharthi: colui che desidera denaro e prosperità e si rivolge a Dio chiedendo ricchezza.
3. Jijnasu: l’aspirante spirituale che vuole conoscere e sperimentare Dio.
4. Jnani: colui che è colmo di saggezza, che conosce la realtà di Dio e comprende che lui e Dio sono uno e che l’intera creazione è uno con Dio e vuole soltanto essere in presenza di Dio e sperimentare il suo illimitato amore.

Voglio che tutti voi progrediate dal primo tipo, arta (colui che viene da me nella speranza della guarigione dai problemi fisici), al secondo, artharthi (colui che si avvicina a me soltanto per la ricchezza e i piaceri), poi al terzo, jijnasu (colui che vuole avere la risposta a domande come: ‘Questo è Sai Baba o no’) e infine al quarto, jnani (colui che comprende che tutto è Dio e che la ragione della sua esistenza è soltanto sperimentare l’amore di Dio come il più grande dei tesori, senza volere nient’altro): è a questo punto che siete veramente miei devoti.


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