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D & R estratti - SAIPRAKASHANA.COM/IT

D Si dice che ognuno di noi venga sulla terra con uno scopo specifico nella vita. Come possiamo trovarlo? C'è un modo per poterlo trovare, oppure è proprio necessario doverlo trovare?

R Swami: I sentieri sono diversi, ma la meta è una sola. C'è soltanto uno scopo nella vita: realizzare la propria divinità. Il modo con cui la realizzerete dipende da voi. La scelta di come andare è vostra, ma il luogo dove dovete andare è sempre lo stesso. C'è una sola destinazione per ogni persona: giungere alla divinità. Dire ‘giungere alla Divinità’ non è neppure corretto, perchè la Divinità è già dentro di voi: dovete soltanto farla emergere. Questo è il solo scopo della vita. Qualsiasi compito voi svolgiate, fatelo per amore di Dio: questo vi porterà alla Divinità. Il sentiero della rettitudine e il sentiero della Verità sono tutto ciò che dovete perseguire.


Uvacha Volume 4 Discorso Divino del 20 Dicembre 2014 a Muddenahalli

D Swami come possiamo lasciarci andare completamente?

R Swami: Abbandonatevi! Nel momento in cui pensate che niente vi appartiene, allora vi sarete abbandonati. Il mondo intero è opera di Dio e non dovete mai avere la sensazione che voi state facendo qualcosa. Guardate l'unità nel corpo: tutti gli arti e gli organi lavorano insieme. È solo la mente che vede differente. Dovreste sapere che l'inspirazione l'espirazione, il lavoro del cuore, la digestione, ogni cosa la fa accadere Dio. Nel momento in cui tutto ciò si ferma, non potete più fare quello che stavate facendo: questo è la prova che Dio compie ogni cosa.

Quando avete dei dubbi, concentratevi sul vostro respiro e per un momento chiedetevi: “Chi sta respirando? Come succede? Lo sta facendo Dio?” Quando sviluppate l'ego pensate di essere colui che agisce e che ogni cosa accada per causa vostra. Provate semplicemente a sedervi e a focalizzarvi sul vostro respiro che entra ed esce e immediatamente saprete la verità: So ham. Capirete che Lui sta facendo ogni cosa, non voi.


Uvacha Volume 4 Discorso Divino del 20 Dicembre 2014 a Muddenahalli

D Tutti dicevano: “Dio non c'è. Se Dio esistesse, come potrebbe accadere un tale massacro in Pakistan?” . Io ho risposto che è tutto Karma perchè cosìè come lo intendo e credo, ma loro mi hanno chiesto: “C'è un modo per far si che questo Karma non esista più?”.

R Swami: Il mondo è pieno di dualità e questa è la sua natura. Dovunque ci sia buio c'è anche luce. In questo mondo duale coloro che hanno una ‘mente duale’ sperimenteranno la sofferenza. Il piacere e il dolore, cioè la dualità, sono soltanto nella mente. Dovete andare oltre la visione dualistica trascendere la mente e raggiungere l'unità dell'Advaita (non dualismo). Questa è la rappresentazione cosmica. Qual è il vostro ruolo in essa? Il vostro ruolo è quello di instaurare il Dharma. In un mondo oscuro, dovete portare luce a tutti. Se accendete la vostra torcia in qualsiasi posto andiate potete vedere con questa luce. Accendete la vostra torcia: questa è la fiamma dell'amore. Se nel vostro cuore c'è amore le persone intorno a voi sentiranno questo amore e il loro amore verrà trasmesso ad altri. Dovete sentirlo nel vostro cuore e poi prestare servizio, basta che sia richiesto. Nel vostro cuore ci deve essere amore puro nel farlo, altruistico. Se c'è un miscuglio di egoismo e di amore altruistico quell servizio non è più puro abbastanza. Potete cambiare il mondo soltanto se sviluppate amore puro, altruistico.


Uvacha Volume 4 Discorso Divino del 20 Dicembre 2014 a Muddenahalli

D Come sviluppare il distacco?

R Swami: Se considerate che le vostre vite sono doni di Dio, concessi con lo scopo di imparare, allora anche voi svilupperete il distacco. È la convinzione che: ‘questa vita è mia’, che crea attaccamento. Ogni qual volta penserete che tutto appartiene a Dio, svilupperete distacco. Non solo lo svilupperete, ma vivrete anche la vita in modo perfetto, perché non vorrete certo rovinare una vita datavi da Dio.


Uvacha Volume 4 Discorso Divino del 28 Agosto 2014 a Londra

D Swami, come ci possiamo liberare dall’ego, dalla lussuria, dall’avidità e dagli altri vizi?

R Swami: Si è ciò che si pensa. Quando si pensa di essere Dio tutti i vizi svaniscono. Questi vizi hanno presa su di te dal momento che pensi di essere un comune essere umano. Se Dio pensi, Dio sarai. Se fate un primo passo sul sentiero, ne sperimenterete certamente i risultati. Non mi occuperò soltanto delle vostre necessità fisiche in questo mondo, ma anche dei vostri interessi nel prossimo. A coloro che servono me non mancheranno mai anna (cibo) e ananda (beatitudine).


Uvacha Volume 4 Discorso Divino del 18 Settembre 2014 a Mandya

D Swami come si fa a lasciare andare gli attaccamenti?

R Swami: Finché si pensa di essere colui che è responsabile della propria vita, che la sta progettando e la sta costruendo, dovrà sempre affrontare il dilemma di essere a volte felice e altre volte triste. Non appena si abbandona la convinzione di essere l’artefice, ci si pone al di sopra di questa felicità e di questa tristezza. Qualsiasi cosa facciate nella vostra vita, chiedete a Swami e ascoltate la risposta interiore. Il cuore vi dirà se quella risposta è giusta o no. Seguendo il cuore vi sentirete immediatamente in pace.

Quando Dio non consente che qualcosa accada, voi ci state male perché non è ciò che avevate pianificato, ma Lui lo fa perché sa che non è buona per voi. In realtà non c’è nulla che voi possiate pianificare. Tutto è controllato da me. Se chiedeste al vostro cuore, prima di fare qualsiasi cosa, questa confusione non ci sarebbe mai. Ricordate: quando qualcosa non avviene come volete, è perché Swami non vuole quella cosa per voi. Ciò che è buono per voi alla fine vi arriverà.


Uvacha Volume 4 Discorso Divino del 11 Settembre 2014 a Singapore

D Come facciamo ad abbandonare l’attaccamento e riempire il nostro cuore d’amore?

R Swami: A questo mondo ci sono soltanto due cause della sofferenza: ‘ io’ e ‘mio’, altrimenti note come ego e attaccamento. Dove c’è ego c’è attaccamento; quando perdete l’ego, perdete anche l’attaccamento. Ecco un piccolo esempio: avete una penna e la considerate la ‘vostra penna’. Usate quella penna per scrivere. Un bel giorno si avvicina la data del compleanno di un vostro amico. Volete fargli un regalo, ma non avete niente altro da donargli se non quella penna, così glie la date come vostro regalo. Avendone fatto un regalo non è più vostra e anche l’attaccamento è dovrebbe scomparire. Quando vedete il vostro amico usare la penna che gli avete regalato, vi dovreste sentire molto felici; felici che lui la utilizzi. Finché la considererete ancora come la vostra penna, allora c’è attaccamento. Dopo che ne avete fatto dono a un’altra persona dovete perdere quell’attaccamento.

Allo stesso modo, dovreste pensare che qualsiasi cosa abbiate, appartiene a Dio ed è sua. Quando donate qualcosa a Dio, dovete perdere il senso del ‘mio’. Il corpo e la mente sono doni di Dio. Ogni cosa appartiene a Dio e voi la state soltanto usando per un po’ di tempo. Quando sentirete che tutto appartiene a Dio, perderete l’attaccamento e la coscienza del corpo. Quando perderete l’attaccamento, l’amore crescerà.

Qui non c’è nulla di permanente, quindi, non dovete sviluppare attaccamento a niente. Il corpo è come una casa in affitto, il respiro è il canone di affitto. Finché respirate, potete abitare in quel corpo. Che voi abbiate attaccamento o no al corpo, comunque, quando il contratto di affitto terminadovete andare da qualche altra parte.


Uvacha Volume 4 Discorso Divino del 22 Dicembre 2014 a Muddenahalli

D Ogni volta che cerchiamo di meditare, la mente prende direzioni diverse. Come la manteniamo calma?

R Swami: E' la natura stessa della mente che la spinge a dirigersi verso l'esterno. Non è fatta per guardare dentro. E' difficile condurla all'interno, questa è la sfida. La vita è una sfida, affrontatela. La mente è la causa della propria schiavitù così come della liberazione. Prima di tutto abbandonate l'illusione di dover diventare qualcosa, perché già lo siete. Tutto ciò che dovete fare è rimuovere la polvere e la ruggine. Purezza, pazienza e perseveranza sono le tre cose richieste per avanzare veramente lungo il cammino della meditazione. Non arrendetevi! Sedetevi sempre nello stesso posto, davanti allo stesso altare, sullo stesso tappetino, alla stessa ora, questo allenerà la vostra mente a raggiungere subito uno stato di assenza di pensieri e praticate con costanza. Inoltre quando siete seduti non muovetevi. La stabilità del corpo condurrà alla stabilità della mente. Infine, ed è la cosa più importante, mantenete il silenzio, esternamente e internamente. Dovete imparare a ritirare i vostri sensi, i cinque sensi d'azione e i cinque sensi di percezione. State lontani da ogni tipo di rumore allora seguirà anche il silenzio interiore. Controllare i sensi esterni di udito, vista, olfatto, gusto e tatto vi aiuterà a escludere anche i sensi interiori. Non arrendetevi! Non abbandonate il vostro impegno finché non raggiungerete l'obbiettivo.


Uvacha Volume 2 Discorso Divino del 12 Settembre 2014 a Singapore

D Swami in passato, il darshan era meditazione. Ora la meditazione è darshan. Abbiamo provato a meditare ma, a causa dei nostri difetti e delle distrazioni, non riusciamo a perseverare nella meditazione. Ti prego di trasmetterci un semplice modo di meditare attraverso il quale possiamo trovarti dentro di noi.

R Swami: La meditazione è già semplice! Non avete bisogno di un modo più semplice di meditare. Voi avete i Pancha Karmendriyas (cinque sensi d’azione) e i Pancha Jnanemdriyas (cinque sensi di percezione). La meditazione consiste nell’annullare tutti e dieci questi sensi. Se riuscite per un attimo, a smettere di usare tutti e dieci questi sensi, allora andrete nello stato di meditazione, in cui nessun pensiero vi disturberà. Dovete trovare un angolo tranquillo. Se volete che Dio si rifletta nel vostro cuore, la vostra mente deve essere pura e calma. Dovete avere pazienza, in modo che il fango si depositi e l’acqua diventi calma. La maggior parte delle persone che ricorrono alla meditazione si attende risultati immediati. Non hanno la pazienza di aspettare che le acque della mente diventino limpide e quiete. Sviluppate la purezza se volete vedere e sentire Dio dentro di voi e abbiate la pazienza di attendere i risultati. Perseverate e alla fine ci riuscirete, ma ci vuole tempo. E’ facile isolarsi dai sensi fisici, ma è molto difficile chiudere le porte della mente. Ci vuole tempo per raggiungere lo stato di assenza di pensiero. Non dieci giorni, non dieci anni, non dieci nascite, ci possono volere anche cento nascite! Se incontrate persone che hanno raggiunto lo stato di calma e purezza mentale, sappiate che ciò non è dovuto soltanto a questa nascita. Potrebbe essere il risultato di uno sforzo incessante nel corso di molte vite.


Uvacha Volume 1 Discorso Divino del 16 Maggio 2014 a Kodaikanal

D Quale mantra ci aiuterà a calmare la nostra mente e ad avvicinarci di più a Dio?

R Swami: Non ho mai dato mantra e non lo farò mai. Seva (servizio) e Prema (amore) sono come le due ali un uccello, che possono aiutarlo a volare. Allo stesso modo, servizio e amore possono aiutarvi spiritualmente purificando, calmando la vostra mente portandovi più vicino a Dio. Dovete sviluppare sia l'amore per il Signore sia l'inclinazione al servizio. Questo è il mantra adatto per Kali Yuga.


Uvacha Volume 1 Discorso Divino del 22 Giugno 2014 a Singapore


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